Perarolo di Cadore

Laddove confluiscono il Boite e il Piave sorge il piccolo borgo di Perarolo di Cadore (532 m). Le sue origini risalgono al ‘300 quando, grazie all’attività del commercio del legname, sviluppato sotto il dominio della Serenissima, è stata una grande fonte di ricchezza per questo territorio: in passato, la sua posizione strategica, alla confluenza dei due fiumi, lo portarono ad essere un’importante stazione di passaggio, ove i tronchi che fluitavano da nord venivano fermati grazie al cidolo, un apposito sbarramento, e caricati in zattere per proseguire il viaggio verso Venezia. Verso la fine dell’800 iniziò a svilupparsi anche l’industria dell’occhiale che continua tuttora ad impegnare diverse attività legate al prodotto. 

Tra le vie del piccolo borgo si possono trovare alcune architetture di notevole interesse culturale ed artistico, tra cui Casa dei Trofei, un palazzo ottocentesco che ospita il Museo del Cidolo e del Legname, e Palazzo Lazzaris, dimora nella quale soggiornarono la Regina Margherita e il Principe di Napoli. Al centro del paese merita una visita la Chiesa dedicata a San Nicola Vescovo, fondata nel 1407 e nella quale sono conservate alcune opere di Tomaso da Rin e Giuseppe Ghedina. 

Situato alle pendici dei Monti Zucco, Dubiea e delle Pale di Roda, Perarolo è una zona adatta ad escursioni e passeggiate alla scoperta della natura circostante. Un’area ricca di vegetazione e fauna è la Val Montina, inclusa tra le aree wilderness italiane per il suo caratteristico ambiente selvaggio e incontaminato. Per i più temerari vicino a Perarolo si trova il Ponte Tibetano sospeso che dalla zona industriale di Ansogne porta appunto alla Val Montina. Anche Perarolo, come tutta la zona circostante, fu teatro di guerra durante la Prima Guerra Mondiale: un’escursione in Col Vaccher permette infatti di visitare i resti di una fortificazione militare.