Vodo di Cadore
Nella valle del torrente Boite, alla quota di 910 m sul livello del mare, troviamo Vodo di Cadore, tra i massicci dolomitici del Pelmo e dell’Antelao, a meno di due ore d’auto da Venezia. Il territorio dove sorge è definito anche d’ “Oltrechiusa”, perché si trova a monte del forte della “Chiusa” di Venas di Cadore. Vodo gode di un’ottima posizione geografica che lo vede vicino alle stazioni sciistiche di Cortina d’Ampezzo e San Vito di Cadore e, allo stesso tempo, adagiato lungo una tranquilla sponda verde. Il paese, inoltre, è noto per aver dato i natali nel 1845 al fondatore del Gazzettino, Gianpietro Talamini, la cui casa d’origine si trova lungo la via centrale e a cui è dedicato il rifugio che si trova sul versante del monte Pelmo, a quota 1.582 m.
Gli sport praticabili in questo territorio spaziano dalla mountain bike, dove la ciclabile “La Lunga Via delle Dolomiti” rimane il percorso preferito da ospiti italiani e stranieri, all’escursionismo estivo, con sentieri di diversi livelli di difficoltà. Le escursioni a piedi d’estate e con le racchette da neve d’inverno sono numerose: si può arrivare ai piani di Ciauta, al rifugio Talamini, al rifugio Venezia, al Becco di Cuzze. Dall’abitato di Vinigo è possibile raggiungere il vecchio mulino, lungo una strada semplice e pianeggiante, oppure percorrere i più impegnativi sentieri per i rifugi Galassi e Antelao, ricongiungendosi con le Altevie 4 e 5.
E, dopo un’intensa giornata di sport, è impossibile non lasciarsi conquistare dai sapori di montagna: la cultura della ristorazione è infatti un elemento che contraddistingue Vodo, rendendola meta di palati raffinati.
Frazione di Vodo di Cadore è il piccolo paesi di Peaio che è famosa perché il cono gelato è stato inventato proprio qui, da Italo Marchioni che emigrò negli USA prima del 1896, anno in cui cominciò a usare cialde arrotondante per servire gelati nella sua gelateria. Ottenne il 15 dicembre 1903 il brevetto di uno stampo per produrre cialde a forma di coppette, con cui realizzò il prototipo del cono. Oggi è possibile visitare, nella Piazza della Mole a Peaio, lungo il percorso della pista ciclabile e vicino alla chieda ed alla ruota in legno per mulino, il monumento in rame, che celebra il cono gelato. L’autore, Diego Imperatore di Vodo, ha raffigurato, accanto al grande cono, l’immagine stilizzata di Marchioni, che osserva alcuni pezzi di cialde piane, poste ai suoi piedi, e pensa all’invenzione del cono.
Dalla frazione di Peaio si può giungere a Vinigo, una splendida “terrazza sulle Dolomiti”. Vinigo ha un notevole interesse storico grazie alla sua Chiesa di S. Giovanni Battista, monumento nazionale sotto il controllo della Soprintendenza di Venezia nella quale troviamo l’altare maggiore con una pala attribuita a Francesco Vecellio. La pala raffigura la Madonna con Bambino tra i Santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista. Vinigo è noto anche per il suo esclusivo prodotto tipico: il cavolo cappuccio che viene coltivato dai vinighesi nel campo sociale posto nel centro del paese. Qui infatti ogni famiglia possiede un appezzamento con varie coltivazioni.
Alcune delle principali escursioni da Vodo di Cadore.


